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Guadalupi
proviene dagli studi teatrali, un corso di assistente alla regia dallottobre
92 al giugno 94 e un corso di recitazione presso "Quelli
di Grock" dallottobre 94 al giugno 95. Al termine
di questo corso, Theo si avvicina al cabaret, prendendo parte quasi
casualmente al "Balasciò" di Anatolij Balasz al Caffè Teatro
di Verghera di Samarate. Ma la vera passione sboccia nel 97,
quando lartista milanese decide di cimentarsi in un vero e proprio
debutto cabarettistico alla "Festa del Rugby di Lainate".
Seguono varie serate in locali lombardi (tra gli altri, il mitico
Zelig) e una rassegna di cabaret presso il |
Teatro Libero di Milano. Poi, i premi: semifinalista
al concorso "Città di Vercelli" nel 1997, finalista
a "Milano Cabaret" nel 1998 e a "Città di Cremona"
concorso in memoria di Ugo Tognazzi nello stesso anno. Quindi,
la partecipazione al programma "Laboratorio 5", trasmesso
in orario notturno da Canale 5, con conseguente citazione
di Gualtiero Pierce sulle pagine del quotidiano "Repubblica".
Teodoro (Theo) Guadalupi
Nato a Milano (che è in Lombardia, Italia, Europa, mondo, galassia,
universo, Dio) il 27-11-1968 (i primi due potete giocarli al lotto,
anche il terzo, ma è difficile che esca).
Studi
teatrali: Dallottobre
1992 al giugno 1994: corso di assistente alla regia presso
il Centro Teatro Attivo di Milano. Insegnanti: Narcisa Bonati,
Paola Galassi, Alberto Ferrari, Marco Rampoldi. Dallottobre
1994 al giugno 1995: corso di recitazione presso Quelli
di Grock a Milano. Insegnante: Brunella Andreoli. Nel settembre
1993: laboratorio su Riccardo III di William Shakespeare con Claudio
Morganti.
Gavetta: abbastanza.
Esperienze teatrali: ha
visto molti spettacoli e quattro volte ha fatto delle regie (di
cui due recensite) presso Teatro Libero di Milano (Zuppa danatra
dei fratelli Marx nel 1995, Il calapranzi di Harold Pinter
nel 1996, Zappin Pinter, spettacolo multimediale su
testi di H.Pinter, nel 1997, M di Woody Allen nel
gennaio 98).
Come attore: ...nsomma!! Lasciamo stare! Se
vi può interessare da ragazzo ha fatto la comparsa in "Don
Tonino" con Gigi e Andrea
Esperienze di cabaret: Ha
iniziato quasi casualmente al Balascio di Anatolij Balasz
(che considero il mio maestro) al Caffè teatro di Verghera di Samarate
nel 1995, ma senza continuare. Ha poi ripreso con altre serate al
Caffè Teatro nel 1996/97, ma il vero debutto è stato il 2 giugno
1997 alla Festa del Rugby di Lainate, da cui è uscito
incolume. Poi sono seguite varie serate in locali lombardi e non
ed una rassegna di cabaret presso Teatro Libero di Milano. Fa parte
del N.B.C. di Zelig di Milano. Semifinalista al concorso
città di Vercelli nel 97 (con esibizione alla Sagra
della Rana), finalista al concorso Milano cabaret nel 1998,
semifinale al Downtown di Roma, finale al Teatro Ciak
di Milano e finalista al concorso città di Cremona "Ugo
Tognazzi" con cenone conseguente (il vero obiettivo del
concorso). Ha partecipato alla trasmissione "Laboratorio
5" trasmessa in orario notturno da Canale 5 che gli è valsa
una citazione in pagina nazionale da Gualtiero Pierce (uno
dei pochi che lha vista) sul giornale La Repubblica. Dal
gennaio 1999 fa parte della Società dell'acqua potabile.
Scheda dello Spettacolo
In duo con Il Piras, la sua pecora di peluche che tutte
le volte che vanno in scena si arrabbia perché le dice "in
bocca al lupo". Il titolo dello spettacolo è Beh!
e, ovviamente, lo ha scelto la pecora. La presenza del Piras fa
di lui un personaggio infantile, ma incazzato allo stesso tempo.
Ha bisogno di lui, ma lo detesta. Lo sfrutta, ma lo odia. Così
come odia molte delle cose che succedono al mondo. E una
comicità che esaspera il quotidiano, sfiorando lassurdo
e il demenziale, giocando molto sulle parole e quindi sulle battute,
più ancora che sui personaggi che comunque ci sono. La durata
dello spettacolo è di 1h 15, ma si può adattare alle diverse
esigenze. I suoi maestri sono i Fratelli Marx, con i loro giochi
verbali aggressivi e trasgressivi, ma ama anche molto i Monty
Phyton e soprattutto i Muppetts di Jim Henson. Molte
delle cose che racconta gli sono successe veramente, molte altre
no, ma potrebbero succedergli da un momento allaltro (e
pure a voi). Uno dei suoi cavalli di battaglia è la storia
di un verbo intransitivo e del suo desiderio di avere un complemento
oggetto, simbolo di uno stato di frustrazione in cui un po
tutti ci ritroviamo ("siamo tutti un po intransitivi").
La sua battuta preferita è: "sento il bisogno di ritrovare
me stesso o quantomeno uno che mi assomigli" ed è talmente
la sua preferita che non la fa mai, perché non la capisce nessuno.
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