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La
gita
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Tre
personaggi in cerca di vita. Di un varco che li possa gettare al di
là della paura. Quella che tutti hanno, ma che sono così bravi a nascondere
dietro le maschere delle convenzioni, delle formalità. Dellessere
normali. Non li sono, normali, i tre personaggi de La Gita,
eppure lo sono così tanto. Clowns malinconici, simboli di unumanità
tanto vera quanto più mette in campo la propria solitudine, la voglia
di cambiare, la goffa e breve felicità di un gioco |
inatteso
che fa sentire più vicini Cesare, il vedovo, stizzoso, rigidissimo,
Tecla, la "devorziata", fatta di idiosincrasie e di sensualità
inattese, Romano, lo scapolo, dolce ed inadeguato. Tutti e tre non
cercano la gita, la corriera che li dovrebbe portare ad Igea Marina,
presso Rimini, per 40 mila lire, per se stessa ma per conoscere
e ritrovare altri se stessi, con la voglia di ridere e di gettarsi
dietro le spalle tutto. Lo spettacolo è iniziato da una ricerca
sui personaggi sul tema di un laboratorio condotto da Bruno Stori,
e portato in scena, quasi per scherzo. Uno spettacolo che esce dai
binari del cabaret. Infatti il registro comico, con punte esilaranti,
lascia spazio alla poesia del voler essere grandi a tutti i costi.
La Gita vede come attori Bernardino Bonzani, Carlo Ferrari
e Franca Tragni.
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